giovedì 6 novembre 2014

La Voce del Cuore


Alla vigilia dell'incontro di sabato 8 per "La Voce del Cuore", posto qui spunti di riflessione e preparazione alla giornata esperienziale che ci aspetta.


Nel Cuore è la nostra verità profonda, chi siamo, qual è il cammino disegnato per noi su questa Terra.
Il Cuore ci parla continuamente e dal Cuore si esprime la Voce del nostro Bambino Libero.
Possiamo parlare con la Voce del Cuore quando siamo davvero noi stessi, totalmente liberi: liberi di esprimere tutte le nostre emozioni, liberi dai condizionamenti del passato che ancor oggi ci fanno reagire  in determinati modi a ciò che ci accade.
Ascoltare e parlare con la Voce del Cuore significa essere davvero noi stessi fino in fondo,
in armonia con la nostra essenza e con l'Universo.
Possiamo chiedere aiuto alla saggezza antica dei Cinque Elementi e imparare ad ascoltare la loro vibrazione, sempre presente in noi, ma che talvolta non riusciamo più a udire.
In particolare adesso, che l'Autunno ci avvolge, attingeremo all'insegnamento dell'Elemento Metallo che, con la sua spada, ci invita a tagliare i rami secchi della nostra pianta.
Solo facendo pulizia in noi, purificandoci di tutto ciò che non ci appartiene più, possiamo prepararci  a entrare meglio nella ricerca della nostra interiorità, così come ci invita a fare lo Yin dell'Inverno che si avvicina.
La quotidianità che abbiamo vissuto sino a oggi ci ha portati a ricoprirci di strati su strati, subpersonalità su subpersonalità, fino a che la nostra Essenza, il nostro Bambino Libero e Meraviglioso, è stato nascosto alla nostra vista, alla nostra sensibilità.
Solo riconoscendo ciò che siamo ora, potremo, con la guida amorevole del Metallo, togliere, come  su una cipolla, gli strati che si sono accumulati giorno dopo giorno, le abitudini, le consuetudini negative, le aspettative degli altri cui ci siamo adeguati. Riusciremo allora a scoprire la nostra preziosità e quanto noi siamo unici e speciali.

sabato 24 novembre 2012

Emergency


Se sei arrivato fin qui, puoi ben prenderti due minuti di pausa per guardare, al link www.dueminutiperemergency.it la storia di questa organizzazione, e meditare se non valga la pena darvi un tuo contributo e far così parte anche tu della sua storia.

martedì 2 ottobre 2012

Respiro di vita


Ogni cosa vive e respira e il respiro è controllato da Polmone, il Maestro del Qi, che riceve e distribuisce il Qi Celeste.
Senza respiro non può esserci vita. Il primo atto che compiamo, venendo al mondo, è respirare.
L'ultimo gesto, quando lasciamo il corpo, è respirare.
Possiamo restare anche per lunghi periodi senza bere o mangiare, ma non senza respirare.
Ogni respiro ripete l'insegnamento del Metallo che ci dice di lasciare andare il vecchio per fare entrare il nuovo.
Non posso prendere nuova aria, Qi pulito, se prima non ho lasciato andare il Qi congesto, svuotando completamente i miei polmoni.
Ogni respiro mi parla della necessità della separazione, ma anche dell'abbondanza, della vita che continua a entrare in me, perchè dopo un respiro, ne arriva un altro, c'è abbastanza aria per ogni mio respiro e non devo fare nulla di speciale, lasciare solo che accada, perchè il respiro respira da sè.
Posso usare il respiro come un esercizio spirituale, per entrare in profondità.
Inspiro, Prendo...
Divento consapevole della preziosità di questo respiro, questo respiro è unico e speciale, non tornerà mai più, nessun altro respiro sarà come questo...
Medito sulla Forza e sull'Amore del Principio Creatore, sul Qi Celeste che entra in me e mi permette di esistere, portandomi Energia, Luce, Amore, Forza...
Inspiro, Prendo, Mi riempio...
Espiro, Rendo...
Così come ho preso, ora lascio andare, lascio uscire
Posso svuotarmi...
Solo così potrò prendere ancora...
Inspiro... espiro... prendo... rendo...
Tutto il mio Essere respira...
Nulla mi manca...

Amore e Gratitudine a tutti


venerdì 21 settembre 2012

Guardare avanti

La vita può essere compresa solamente guardando all'indietro,
ma può essere vissuta solo guardando in avanti 
(Sören Kirkegaard)



Possiamo entrare in una fase Metallo in ogni momento della nostra vita: quando alla sera lasciamo il giorno con tutto ciò che abbiamo vissuto, prima di entrare nella notte governata dall'Elemento Acqua; ogni volta che passiamo da una fase all'altra della nostra esistenza, quando dall'infanzia passiamo alla pubertà, all'adolescenza, all'età adulta e così via...  Quando dobbiamo cambiare classe, città, casa, amici, lavoro... Quando un amore finisce... 
A volte soffriamo tanto, anche perché resistiamo al cambiamento; ci illudiamo di poter trattenere il tempo e le nostre esperienze, ma tutto cambia, niente resta com'è.
Certo, la sofferenza più grande è quando qualcuno che ci è molto caro, viene a mancare. Il nostro cuore si spezza nell'addio, nulla pare avere più un senso e ci è difficile persino respirare e aprire gli occhi la mattina, senza la forza per affrontare un nuovo giorno.
Nell'Antica Cina i saggi dicevano che il lutto dovrebbe durare 365 giorni, così da portare l'informazione di dolore e di perdita a ognuno dei principali 365 punti di agopuntura.
E' chiaro che non possiamo calcolare e programmare la durata della sofferenza in modo matematico, ma simbolicamente ciò significava che ogni punto del nostro Corpo-Mente-Spirito soffre e deve poter elaborare il lutto.
Piangere per troppo poco tempo, sarebbe illudersi di averlo superato, negandolo.
Piangere per troppo tempo, ci impedirebbe di continuare a vivere.
Quando viene da me una persona che sta ancora soffrendo per una perdita e sento che tutte le sue emozioni sono coperte dalla tristezza più profonda, tratto, con un flusso di agopressione, non solo l'Elemento Metallo, ma anche l'Elemento Legno, controllato dal Metallo, per aiutarlo a trovare nuovamente in sé la forza e la volontà di affrontare il futuro.
Dopo che avrà eventualmente realizzato e manifestato la rabbia che prova per ciò che è accaduto.
Un Metallo troppo rigido ci tiene ancorati al passato: non riusciamo a trovare in noi la forza per lasciarlo andare, per continuare ad abbandonarci con fiducia al flusso della vita. 
Ma se è vero che il nostro cammino è come una scala, possiamo passare al gradino successivo solo dopo aver lasciato il gradino su cui siamo appoggiati.
Un Metallo in equilibrio ci fa comprendere l'importanza dell'attimo presente, ci spinge a vivere ogni istante pienamente, fino in fondo, proprio per evitare, domani, ogni rimpianto.


Ieri non è altro che un sogno, domani è solo una visione, ma un oggi ben vissuto rende ogni ieri un sogno di felicità e ogni domani una visione di speranza, perciò prestate attenzione a questo giorno!
(Kalidasa)

Amore e gratitudine a tutti!!!


giovedì 20 settembre 2012

Lasciar andare

Il 21 settembre inizia l'Autunno, la stagione che per la Medicina tradizionale cinese è legata all'Elemento Metallo.
Dopo l'Estate, momento di massima espansione, in cui lo Yang ha dominato, cominciamo a entrare nello Yin, volgendoci verso l'interno.
Così dovremmo fare anche noi, divenire più introspettivi per fare nostro il messaggio dell'Elemento Metallo che ci dice: "lascia andare il vecchio, per fare entrare il nuovo".
Gli alberi lasciano andare le foglie, che iniziano a cadere.
Così anche noi dovremmo lasciare andare ciò che non ci serve più, che ci appesantisce: vecchi pensieri limitanti, che ci inducono poi a provare emozioni dolorose; vecchi rancori, che inaspriscono e induriscono il nostro cuore; vecchi schemi di comportamento, che ci portano a essere rigidi e giudicanti, a non fluire nel cambiamento ciclico della vita, impedendoci il rinnovamento.
A volte possiamo essere colti da malinconia.
L'Autunno è la stagione che più di ogni altra può farci vivere un senso di perdita. Lasciar andare significa separarsi e la separazione, talvolta, può causare tristezza.
La Tristezza è l'emozione legata al Metallo, ma anche la tristezza è positiva.
E' giusto essere tristi quando ci si separa, quando si perde qualcosa o qualcuno (il dolore che proviamo riconosce e onora il legame che si era costruito).
Un Elemento Metallo in equilibrio ci aiuta a piangere le nostre lacrime sino in fondo, a onorare tutta la nostra tristezza, attraversandola, per poi uscirne e ricominciare.
Ma l'Elemento Metallo ci parla anche della nostra ricchezza, della nostra preziosità interna. Ci insegna a riconoscere quali sono i nostri veri tesori, i nostri talenti, cosa abbiamo raccolto nella nostra vita sino a ora, cosa è giusto tenere e cosa invece non ci è più necessario nel nostro cammino.
Entriamo nello spirito autunnale dell'Elemento Metallo, che ci invita a chiederci: chi sono io davvero? e soprattutto: chi non sono? Cosa appartiene alla mia verità e cosa no? Dove e come posso ancora espandermi per realizzare la meta della mia anima?
Il saggio chiedeva: cosa è più importante il vuoto o il pieno? Solo il vuoto può essere riempito...

Amore e gratitudine a tutti!


martedì 17 gennaio 2012

Dalla Paura alla Fiducia

Il 21 dicembre è iniziato l'Inverno...
Siamo nella stagione legata, per la Medicina Tradizionale Cinese, all'Elemento Acqua.
L'emozione correlata a questa stagione è la Paura e tutto il mondo intorno a noi, in questo momento, la sta vivendo a fondo.


Paura e senso di insicurezza, di incertezza per il futuro, per la situazio ne economica che stiamo attraversando, ma anche per i disordini politici e per le guerre che insanguinano tutto il pianeta.
Per questo motivo, in questo momento, il nostro Elemento Acqua è fortemente sollecitato, stressato, ma se questo è vero, sappiamo anche che è attraverso l'Elemento Acqua che potremo trovare la forza per uscirne. Acqua non è solo Paura, ma è anche la forza e il coraggio di superare questa paura e ritrovare la Fiducia, la Fiducia originaria che è quella che ci fa credere nella vita, sapendo che possiamo andare ad attingere alle nostre forze più nascoste, alle nostre origini.
L'Elemento Acqua è collegato all'energia dei Reni e la tradizione dice che "i Reni portano consiglio".
Nell'arco della giornata, le ore legate all'elemento Acqua sono quelle della notte, il momento del buio e dello Yin più profondo, ma è solo quando tocchiamo il massimo Yin, quando la notte arriva al suo momento più buio, che può iniziare a nascere lo Yang, la luce del giorno. Il sonno, che per la tradizione ebraica equivale a un sessantesimo della morte, è quando raggiungiamo appunto il massimo Yin, è il periodo che permette la nascita dello Yang che, attraverso il Sogno, l'Intuizione, l'Illuminazione, ci mostra ciò che possiamo fare, come possiamo muoverci per superare la difficoltà.

L'Inverno ci dice che dobbiamo entrare in  noi stessi, così come fanno molti animali che rallentano i propri ritmi e cercano rifugio nella tana. E' la stagione del silenzio, quella che ci permette di calarci maggiormente in noi stessi abbandonando il vociare della vita quotidiana, le mille spinte che ogni istante riceviamo e che cercano di deviarci dalla nostra Via. Soltanto rigenerandoci nella quiete interiore possiamo raccogliere tutte le nostre forze e prepararci poi ad aprirci al fuori, attuare il movimento verso l'esterno dell'Elemento Legno quando arriverà la Primavera.
Se abbiamo vissuto con coscienza l'Autunno, il momento dell'Elemento Metallo, abbiamo interiorizzato che dobbiamo fare una scelta, capire cosa è indispensabile e cosa non lo è, così da sapere, attraverso l'Acqua e la sua Illuminazione, come superare la crisi anche economica di questo momento, mantenendo unicamente gli impegni che ci sono necessari e abbandonando tutto il resto.
Tutto cambia, niente resta com'è, dopo la notte arriva il giorno, dopo il freddo dell'inverno, tornerà il tepore della primavera, l'Elemento Acqua  ci ricorda che la vita ci chiede di abbandonarci al suo continuo fluire, con la fiducia che troveremo tutto ciò di cui abbiamo bisogno.


Amore e gratitudine a tutti


giovedì 24 novembre 2011

Scopri la Guerriera che è in te

E' passata una settimana ma sono ancora emozionata per quanto ho vissuto.
Ho partecipato a un seminario livello base di antiaggressione femminile, organizzato per "Difesa Donna" e questo per me ha voluto dire molte cose.
Innanzi tutto ho dovuto superare la paura di affrontare una cosa nuova.
Conoscevo bene gli insegnanti, ed ero sicura di loro, ma ciò che mi preoccupava erano i miei limiti, soprattutto fisici e psicologici su questo argomento: fisici per i miei dolori, psicologici per dover guardare in faccia il tema della violenza sulle donne.
Ho pensato ancor più del solito, prima e dopo il seminario, al tema della violenza, un tema che conosco molto bene per averlo incontrato spesso nelle persone (uomini e donne) che ricorrono a me come terapista: ferite che hanno ricevuto e di cui portano ancora le cicatrici; a volte abusi fisici e sessuali nell'infanzia, che hanno segnato la loro vita.
Lavorare con queste persone è cercare di dare loro forza, rafforzarle nelle loro scelte, nella loro autostima e nel loro diritto di essere considerate persone inviolabili; cerco di far conoscere e delimitare loro il proprio spazio sacro, il limite invalicabile cui solo loro possono dare il permesso di accedere.
Fare questo seminario, significava per me sperimentare l'aggressione, le mie reazioni, le mie paure, la mia rabbia.
Nel momento in cui è stata simulata un'aggressione, e ho sentito una mano prendermi la gola, ho compreso cosa significa "memoria cellulare, memoria ancestrale": era come se le mie cellule risentissero il destino delle donne di essere preda, vittime del predatore.
 

Ho capito cosa intende la Medicina Tradizionale Cinese quando parla dell'Elemento Acqua e dell'emozione connessa della Paura: dice che "la Paura ti congela, il freddo blocca", la Paura fa precipitare il Qi verso il basso e la facoltà garantita dall'Acqua è quella di tremare: si trema per la paura, le ginocchia si piegano.
Ho anche capito, sperimentato, cosa vuol dire nel momento di massimo pericolo, poter attingere alle energie di riserva (il Jing di riserva) per avere in quel momento una forza e una capacità di risposta superiore a quella del tuo fisico, la forza che "ti salva la vita".
In questo caso anche la paura è positiva, perché è proprio la paura che ti salva, ti dà la percezione del pericolo e ti spinge a reagire o a prevenire, così come quando stiamo per mettere un piede in fallo e qualcosa ci spinge a fermarci.
Questo vale durante un attacco, ma anche quando ci muoviamo normalmente, come la gazzella che va ad abbeverarsi al fiume, ma tiene allertato il suo sesto senso per sentire se un predatore è nelle vicinanze.
Ecco, è stata anche la riscoperta e la rivalutazione dellle mie percezioni in ogni momento della giornata, ovunque mi rechi, devo ascoltarle, essere vigile senza farmi condizionare dalla paura, senza "bloccarmi".
Davanti al pericolo, a un'aggressione, il nostro cervello ha sempre due possibilità di risposta: fuggire, che è un atteggiamento femminile, o restare e combattere, che è un atteggiamento maschile.
Anche qui la saggezza della Medicina Tradizionale Cinese mi ricorda che la donna è Yin, ma ha in sé un aspetto Yang e l'uomo è Yang, ma ha in sé un aspetto Yin.
Così, in ogni momento di pericolo, io posso scegliere se è per me più sicuro fuggire per salvarmi la vita, spingendo al massimo il mio aspetto Yin, o se è meglio per me fermarmi e combattere facendo emergere tutto il mio potenziale Yang.
Così ho scoperto, ancora una volta, l'archetipo dell'Elemento Acqua, che è il Guerriero, la Guerriera in noi. Il Guerriero affronta solo i pericoli necessari, con le armi appropriate, superando la propria paura. Solo chi conosce la paura può riscoprire il coraggio.
Credevo non sarei mai stata capace di colpire un altro essere umano, neppure per difendermi, ma nel momento in cui sono stata "attaccata", la mia parte più istintiva mi ha urlato forte: "Hai diritto di esistere, difenditi! La tua vita è sacra!"
Il principio del Reiki che cerco da anni di seguire, "Onorerò ogni essere vivente", mi fa capire ancora una volta che devo partire da me stessa.
Guardando ai corsi sul Bambino meraviglioso in noi, ho potuto notare come l'Adulto amorevole sceglie per il Bambino i posti sicuri, i giochi sicuri, le amicizie sicure (questa è la prevenzione), ma è anche quello che dice ALT! e NO!!! a chi vuole avvicinarsi al Bambino con intenzioni non amorevoli (questa è la difesa verbale) e che se è il caso, si intromette a difenderlo con la forza (questa è la difesa fisica).
 
Alla fine del corso ho apprezzato ancora di più, con gratitudine, l'altra metà del Cielo, quella metà maschile che ci rispetta, che non si comporta da predatore, che non ci forza, che non abusa di noi, ma ci cammina accanto, allo stesso livello, con lo stesso nostro ascolto per l'altro. Quella metà del Cielo che non abusa del suo "potere" né con noi né con chi è comunque più fragile e vulnerabile.
E a questa metà del Cielo appartengono sicuramente Stefano e Simone, impareggiabili istruttori, che hanno forzato la loro natura "attaccandoci" per insegnarci a difenderci e che dedicano il loro tempo a rendere le donne coscienti della loro forza e della loro saggezza innata. Grazie.
Chi volesse saperne di più, può vedere il sito della loro associazione qui: http://www.bsgt.it
Stefano e Simone saranno con noi presso "I Giunchi" di Brescia, sempre per Difesa Donna, per un nuovo seminario livello base il 14 gennaio.
Amore e gratitudine a tutti